È la preghiera più rivoluzionaria che sia mai stata recitata, ed è stata pronunciata da una giovane incinta in un villaggio della Galilea. La Magnifica preghiera — il Magnificat — è il cantico che Maria innalzò durante la visita a sua cugina Elisabetta, e la Chiesa lo ripete ogni sera, immancabilmente, da secoli. Molte persone la cercano come «preghiera potente» per i casi difficili, e lo è; ma non per magia, bensì perché mette sulle nostre labbra la fede e la fiducia della Madre di Dio. Che cosa dice esattamente e perché ha così tanta forza?
Contesto storico: il cantico di Maria
Il Magnificat compare nel Vangelo di san Luca (1, 46-55). Appena ricevuta la notizia che sarà la Madre del Salvatore, Maria si affretta a far visita a sua cugina Elisabetta, che attende anch'essa un figlio — Giovanni Battista. All'udire il saluto di Elisabetta, Maria prorompe in questo inno di lode che inizia, in latino, con la parola che gli dà il nome: «Magnificat anima mea Dominum» («L'anima mia magnifica il Signore»).
Non è un poema improvvisato dal nulla: Maria, donna di fede ebraica, intesse il suo cantico con echi dei salmi e del cantico di Anna (1 Samuele 2). Vi ripone tutta la speranza del suo popolo e la porta a compimento. La Chiesa lo apprezza a tal punto da recitarlo ogni giorno ai Vespri, la preghiera della sera della Liturgia delle Ore: ogni tramonto, in tutto il mondo, migliaia di voci ripetono le parole di Maria.
Popolarmente viene chiamato «La Magnífica», e circola come preghiera per chiedere grazie in situazioni impossibili. Conviene comprenderlo bene: il Magnificat non è un sortilegio né una formula infallibile. Il suo «potere» risiede nel fatto di essere lode e fiducia pure; recitarlo ci allinea allo sguardo di Maria, che vede la grandezza di Dio persino nelle cose piccole e umili. Il Catechismo lo definisce «il cantico della Madre di Dio… il cantico della Chiesa» (cfr. n. 2619).
Testo del Magnificat
Versione liturgica (Liturgia delle Ore, Luca 1, 46-55):
Proclama mi alma la grandeza del Señor,
se alegra mi espíritu en Dios, mi salvador;
porque ha mirado la humillación de su esclava.
Desde ahora me felicitarán todas las generaciones,
porque el Poderoso ha hecho obras grandes por mí:
su nombre es santo,
y su misericordia llega a sus fieles
de generación en generación.
Él hace proezas con su brazo:
dispersa a los soberbios de corazón,
derriba del trono a los poderosos
y enaltece a los humildes,
a los hambrientos los colma de bienes
y a los ricos los despide vacíos.
Auxilia a Israel, su siervo,
acordándose de la misericordia
—como lo había prometido a nuestros padres—
en favor de Abrahán y su descendencia por siempre. Amén.
Non riproduciamo qui la versione ufficiale di questa preghiera nella tua lingua perché non ne abbiamo la certezza; questo è il testo spagnolo. L'originale latino, che è comune a tutte le lingue, compare più in basso.
L'originale latino
Prende il nome dalla sua prima parola latina: Magnificat.
Magníficat ánima mea Dóminum,
et exsultávit spíritus meus in Deo salutári meo.
Riflessione e significato: la gioia degli umili
Il Magnificat ha due movimenti: prima Maria parla di ciò che Dio ha compiuto in lei; poi, di ciò che Dio compie nella storia. Dal personale passa all'universale, perché comprende che la sua storia è il segno del modo in cui Dio agisce sempre.
«Ha guardato l'umiltà della sua serva»
Maria non si attribuisce alcun merito: tutto è grazia. «Grandiosa cose ha fatto per me l'Onnipotente» — non «ho fatto io». Ecco il primo insegnamento: la vera grandezza non consiste nell'innalzarsi, ma nel lasciarsi guardare da Dio. Chi recita il Magnificat impara a riconoscere nella propria vita le «grandi opere» che Dio va compiendo, spesso nel segreto.
Perché viene definito «rivoluzionario»?
Perché annuncia un rovesciamento dell'ordine del mondo: «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote». Non è un programma politico, ma il modo di agire di Dio, che si schiera sempre dalla parte del piccolo, del povero, di chi non conta. Recitarne le parole significa impegnarsi a condividere questo sguardo: non idolatrare il potere né il denaro, e confidare nel fatto che Dio fa giustizia.
La «memoria» della misericordia
Il cantico termina ricordando che Dio «ricorda la sua misericordia», come aveva promesso ad Abramo. La fede biblica è memoria: ricordare ciò che Dio ha fatto per avere fiducia in ciò che farà. Per questo il Magnificat consola nei momenti difficili: non nega il problema, ma lo colloca all'interno di una storia più grande, nelle mani di un Dio fedele che non abbandona.
Una preghiera per oggi
Molti lo recitano ogni sera, unendosi ai Vespri della Chiesa; altri lo recitano davanti a una grande necessità, confidando come Maria; e non pochi lo usano come ringraziamento quando ricevono una grazia. Non è magia per «forzare» Dio: è porsi nell'atteggiamento della Vergine — umiltà, fiducia e lode — e lasciare che quella stessa fede trasformi il nostro sguardo. Chi impara a dire «l'anima mia magnifica il Signore» nel bene e nella difficoltà, ha imparato a pregare come Maria.
Non è una preghiera composta: è un passo del Vangelo
Il Magnificat è letteralmente il testo di Luca 1, 46-55: ciò che Maria pronuncia giunta a casa di Elisabetta. Non è una preghiera scritta da qualcun altro in un secondo momento su di lei; è ciò che il Vangelo mette sulle sue labbra.
Lc 1, 46-55
E ha un precedente chiaro all'interno della stessa Bibbia: il cantico di Anna nel primo libro di Samuele, intonato anch'esso da una donna a cui Dio ha donato un figlio contro ogni aspettativa. Luca modella il Magnificat su quell'esempio.
Ciò che spiazza chi lo legge con attenzione è il suo contenuto politico: rovescia i potenti dai troni, innalza gli umili, rimanda a mani vuote i ricchi. Non è un canto mieloso; è un canto di rovesciamento.
In spagnolo convive «La Magnífica» come nome popolare con «Magníficat», che è il termine liturgico. Sono la stessa preghiera.
Dove si recita
- Ai Vespri, ogni giorno dell'anno. È il cantico evangelico di quell'ora e per questo la Chiesa lo recita quotidianamente.
- Nella festa della Visitazione, il 31 maggio, che ne è la scena.
- Messo in musica in innumerevoli versioni, da Palestrina a Bach.
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Domande frequenti
È la stessa cosa «La Magnífica» e il Magnificat?
Sì. «La Magnífica» è il nome popolare in spagnolo; «Magnificat» è il termine liturgico, tratto dalla prima parola del testo latino.
Chi ha composto il Magnificat?
Non è stato composto: è il testo di Luca 1, 46-55, ciò che il Vangelo mette sulle labbra di Maria durante la Visitazione. Il suo modello letterario è il cantico di Anna in 1 Samuele.
Quando si recita?
Ai Vespri, ogni giorno dell'anno, e in modo particolare nella festa della Visitazione, il 31 maggio.
Perché parla di abbattere i potenti?
Perché è un canto di rovesciamento: proclama che Dio capovolge l'ordine costituito. È uno dei testi più sociali del Nuovo Testamento e così lo ha sempre letto la tradizione.
Fonti
- Sacra Scrittura: Luca 1, 46-55; 1 Samuele 2, 1-10 (cantico di Anna); Luca 1, 39-45 (la Visitazione).
- Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2619 (il Magnificat); 2617 (la preghiera di Maria).
- Liturgia delle Ore, Vespri (uso quotidiano del Magnificat).
Sull'autore
Questo articolo fa parte di «Oraciones y rezos cristianos», la serie di Productos Religiosos dedicata a riscoprire il tesoro della preghiera cattolica. Scriviamo mossi dalla fede e con rigoroso rigore, attingendo sempre alla Scrittura, al Catechismo e alla viva tradizione della Chiesa, affinché ogni preghiera torni a essere ciò che è sempre stata: un incontro con Dio.
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