Molti conservano un rosario in un cassetto, ereditato da una nonna o portato da un viaggio, e non osano usarlo perché credono che recitarlo sia complicato. Non lo è. Imparare come si recita il rosario richiede cinque minuti di spiegazione e tutta una vita di approfondimento. È una preghiera fatta di semplici ripetizioni che, lungi dall'essere monotone, funzionano come il moto delle onde: cullano il cuore e lo conducono, ancora e ancora, a contemplare la vita di Cristo per mano di sua Madre. Vediamolo passo dopo passo, senza dare nulla per scontato.
Contesto storico: il «salterio di Maria»
La tradizione attribuisce la diffusione del rosario a san Domenico di Guzmán, nel XIII secolo, sebbene la preghiera così come la conosciamo si sia composta nel corso di diversi secoli. La sua struttura ha una radice stupenda: le 150 ave Maria evocano i 150 salmi del salterio biblico; per questo il rosario fu chiamato «il salterio di Maria», un modo di pregare la Scrittura alla portata di chi non sapeva leggere. Per secoli, i fedeli hanno ripartito la vita di Gesù in tre gruppi di misteri — gaudiosi, dolorosi e gloriosi —, finché san Giovanni Paolo II, nella sua lettera Rosarium Virginis Mariae (2002), ha aggiunto i misteri della luce, dedicati alla vita pubblica di Gesù, affinché il rosario abbracciasse il Vangelo completo.
Il Catechismo colloca il rosario tra le forme di pietà popolare più raccomandabili e ricorda che la preghiera mariana conduce sempre a Cristo: in Maria «contempliamo ciò che la Chiesa spera e desidera essere» (cfr nn. 971, 2678, 2708). Non è una preghiera «a Maria invece che a Dio», bensì una preghiera con Maria, che ci prende per mano per guardare suo Figlio.
Come si recita il rosario, passo dopo passo
Un rosario completo consta di cinque misteri (una «terza parte»). Questo è l'ordine:
1. Para empezar (en la cruz y las primeras cuentas):
— Señal de la cruz.
— Credo (sobre el crucifijo).
— Padre Nuestro (en la primera cuenta suelta).
— Tres Avemarías (por la fe, la esperanza y la caridad).
— Gloria.
2. Cada misterio (se repite cinco veces, una por decena):
— Se enuncia el misterio y se medita brevemente.
— Un Padre Nuestro.
— Diez Avemarías (una por cada cuenta de la decena).
— Un Gloria.
— Jaculatoria de Fátima (opcional): «Oh Jesús mío, perdónanos nuestros pecados, líbranos del fuego del infierno y lleva al cielo a todas las almas, especialmente a las más necesitadas de tu misericordia».
3. Para terminar:
— Salve.
— Letanías de la Virgen (opcional) y oración final.
— Señal de la cruz.
Non riportiamo qui la versione ufficiale di questa preghiera nella tua lingua perché non ne abbiamo la certezza; questo è il testo spagnolo. L'originale latino, che è comune a tutte le lingue, compare più in basso.
I misteri secondo il giorno: Gaudiosi (lunedì e sabato), Dolorosi (martedì e venerdì), Gloriosi (mercoledì e domenica) e Della luce (giovedì).
Riflessione e significato: pregare è contemplare
Il rosario non si «recita»: si prega contemplando. Le parole familiari lasciano la mente libera di concentrarsi sulla scena evangelica di ogni mistero. San Giovanni Paolo II lo spiegava così: il rosario è «contemplare con Maria il volto di Cristo».
Non è ripetitivo e vuoto?
È l'obiezione più comune. Ma la ripetizione non è vuoto: è il linguaggio dell'amore, che non si stanca di dire la stessa cosa. Come il battito del cuore o il respiro, l'ave Maria ripetuta sostiene la contemplazione senza esaurirla. Gesù ha messo in guardia contro «il vano ciarlare» dei pagani (Matteo 6, 7), non contro la preghiera insistente, che Egli stesso ha raccomandato con la parabola dell'amico inopportuno (Luca 11, 5-8). Nel rosario, la bocca ripete affinché il cuore approfondisca.
Perché così tante ave Maria?
L'ave Maria è intessuta di Scrittura: comincia con il saluto dell'angelo —«Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te» (Luca 1, 28)— e con le parole di Elisabetta —«Benedetta tu fra le donne» (Luca 1, 42)—. Ripetendola, facciamo nostre le parole del cielo su Maria e le chiediamo di pregare «adesso e nell'ora della nostra morte», i due momenti che contano davvero: il presente e l'ultimo.
Cosa si medita in ogni mistero?
Ogni decina apre una finestra sul Vangelo. I misteri gaudiosi ripercorrono l'infanzia di Gesù (Annunciazione, Visitazione, Nascita, Presentazione, il Bambino nel Tempio); quelli della luce, la sua vita pubblica (Battesimo, Cana, annuncio del Regno, Trasfigurazione, Eucaristia); i dolorosi, la sua passione (Getsemani, flagellazione, incoronazione di spine, salita al Calvario, crocifissione); i gloriosi, la sua vittoria (Risurrezione, Ascensione, Pentecoste, Assunzione e incoronazione di Maria). In venti scene trova posto l'intero Vangelo.
Una preghiera per oggi
Non è necessario recitarlo tutto in una volta né farlo «perfetto». C'è chi recita una sola decina sull'autobus, chi la condivide in famiglia, chi lo tiene in tasca e scorre la granulosità delle Ave Maria mentre cammina. Se ti distrai, ritorna con dolcezza al mistero: anche questo è preghiera. L'essenziale non è la quantità di ave Maria, bensì lasciare che Maria ti conduca, lentamente, a guardare suo Figlio. Inizia oggi con una decina; il resto verrà da sé.
I quattro misteri e quale giorno spetta a ciascuno
Il rosario ha quattro serie di cinque misteri. I misteri gaudiosi ripercorrono l'infanzia di Gesù; quelli della luce, la sua vita pubblica; i dolorosi, la Passione; i gloriosi, la Risurrezione e ciò che segue.
I misteri della luce sono i più recenti: li ha aggiunti Giovanni Paolo II nel 2002, perciò chi ha imparato a pregare prima di tale data potrebbe non conoscerli. La consueta ripartizione per giorni è: gaudiosi il lunedì e il sabato, della luce il giovedì, dolorosi il martedì e il venerdì, e gloriosi il mercoledì e la domenica.
L'ordine, passo dopo passo
- Sulla croce, il segno della croce e il Credo.
- Sui granelli seguenti, un Padre nostro, tre ave Maria e un Gloria.
- Ogni mistero: si enuncia, un Padre nostro, dieci ave Maria e un Gloria. Cinque volte.
- Al termine, la Salve Regina e le litanie, secondo l'usanza di ciascun luogo.
Potrebbe interessarti anche il Padre nostro, l'Ave Maria, il Gloria.
In negozio: rosari fatti su ordinazione, rosari e decine.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per recitare il rosario?
Tra i quindici e i venticinque minuti per i cinque misteri, a seconda del ritmo. Non esiste una durata corretta: recitarlo lentamente e per intero è preferibile a finirlo in fretta.
Quali misteri si recitano oggi?
La consueta ripartizione è: gaudiosi il lunedì e il sabato, della luce il giovedì, dolorosi il martedì e il venerdì, gloriosi il mercoledì e la domenica. Durante l'Avvento e la Quaresima alcuni luoghi la adattano.
Cosa sono i misteri della luce?
I cinque della vita pubblica di Gesù, aggiunti da Giovanni Paolo II nel 2002. Chi ha imparato a recitare il rosario prima di tale data potrebbe non averli mai recitati.
È necessario un rosario con i grani?
Non è obbligatorio, ma aiuta: i grani sgomberano la mente dal compito di tenere il conto e permettono di concentrarsi sul mistero. A questo serve anche la decina, composta da una sola decade, che sta comodamente in tasca.
Fonti
- Sacra Scrittura: Luca 1, 28; Luca 1, 42; Luca 11, 5-8; Matteo 6, 7.
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 971, 2678, 2708.
- San Giovanni Paolo II, lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae (2002).
Informazioni sull'autore
Questo articolo fa parte di «Oraciones y rezos cristianos», la serie di Productos Religiosos dedicata a riscoprire il tesoro della preghiera cattolica. Scriviamo mossi dalla fede e con rigore, attingendo sempre alla Scrittura, al Catechismo e alla tradizione viva della Chiesa, affinché ogni preghiera torni a essere ciò che è sempre stata: un incontro con Dio.
0 commenti