Dei tre arcangeli che la Chiesa venera per nome, ce n'è uno la cui storia si legge quasi come un romanzo di viaggi: accompagna un giovane in un cammino pericoloso, lo protegge, gli procura una sposa, libera una donna da un male che la tormentava e restituisce la vista a un anziano. La preghiera all'arcangelo Raffaele si rivolge proprio a quel «medico di Dio» e compagno di cammino, che molti invocano di fronte a una malattia, a un viaggio o a una decisione che fa vertigine. Chi è Raffaele e perché il suo nome significa salute?
Contesto storico: l'arcangelo del libro di Tobia
Il nome «Raffaele» significa in ebraico «Dio guarisce» (Rafa-El). A differenza di molti angeli anonimi della Scrittura, Raffaele è protagonista di un intero racconto: il libro di Tobia (Tobit). In esso, Dio lo invia — sotto apparenza umana, con il nome di Azaria — per accompagnare il giovane Tobia in un lungo viaggio. Lungo la strada lo protegge, gli indica come guarire e, all'arrivo, libera Sara dal demonio Asmodeo e la unisce in matrimonio con Tobia. Al ritorno, restituisce la vista al vecchio Tobit. Alla fine si rivela: «Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore» (Tobia 12, 15).
Da questa storia sgorgano i suoi patronati: è protettore dei viaggiatori, dei malati, dei medici, dei fidanzati e dei matrimoni. La Chiesa cattolica venera per nome solo tre arcangeli, gli unici che la Scrittura nomina: Michele, Gabriele e Raffaele. Dalla riforma del calendario del 1970, i tre si celebrano insieme il 29 settembre.
Come in ogni devozione angelica, conviene ricordare l'essenziale: gli angeli sono creature e servitori di Dio; la loro forza viene da Lui (cfr. Catechismo, nn. 328-336). Invocare san Raffaele non significa confidare in un'energia, bensì chiedere l'intercessione di un messaggero che «sta alla presenza della gloria del Signore» e che Dio stesso invia per accompagnare e guarire.
Preghiera all'Arcangelo Raffaele
Riportiamo una delle preghiere più diffuse a san Raffaele:
Glorioso arcángel san Rafael,
médico y medicina de Dios,
que con tanto amor acompañaste al joven Tobías en su camino
y devolviste la luz a los ojos de su padre:
acompáñame también a mí en mi camino,
sé mi guía en las decisiones y mi médico
en las dolencias del cuerpo y del alma.
Líbrame de todo peligro, condúceme con bien
y aleja de mí cuanto daña mi salud y mi paz.
Tú, que estás siempre ante el trono de Dios,
presenta mis súplicas al Señor
y alcánzame la gracia que ahora te pido… (menciónala)
Amén.
Non riportiamo qui la versione ufficiale di questa preghiera nella tua lingua perché non ne abbiamo la certezza; questo è il testo spagnolo. L'originale latino, che è comune a tutte le lingue, compare più in basso.
Riflessione e significato: il compagno di cammino che guarisce
La storia di Raffaele è una parabola della provvidenza: Dio si prende cura dei suoi spesso in modo discreto, attraverso chi meno ci aspetta. Per tutto il viaggio, Tobia non sa che il suo compagno è un angelo. Solo alla fine lo scopre.
Perché chiedergli proprio la «salute»?
Perché il suo stesso nome è una promessa: «Dio guarisce». Non chiediamo magia, ma guarigione secondo la volontà di Dio, il quale può guarire il corpo e vuole sempre guarire l'anima. Gesù ha associato costantemente la salute fisica alla salvezza: «La tua fede ti ha salvato» (Marco 10, 52). Invocare san Raffaele di fronte a una malattia significa metterla, con fiducia, nelle mani del Dio che guarisce, senza pretendere il come né il quando.
«Accompagnami nel mio cammino»
Raffaele è, prima di tutto, compagno di viaggio. Per questo lo invocano quanti intraprendono un tragitto — fisico o esistenziale —: un cambio di città, un fidanzamento, una nuova tappa, l'ultimo cammino di un malato. La fede ci assicura che non camminiamo soli: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti nel cammino» (Esodo 23, 20). Chiedere la sua compagnia è riconoscere che abbiamo bisogno di essere guidati.
L'arcangelo degli incontri e del matrimonio
Nel libro di Tobia, Raffaele propizia un matrimonio guarito dalla paura e dal male. Per questo molti fidanzati e sposi lo invocano: affinché il loro amore sia libero da «demoni» — egoismi, ferite, diffidenze — e si fondi su Dio. La preghiera di Tobia e Sara nella loro notte di nozze, in cui chiedono di vivere insieme fino alla vecchiezza (cfr. Tobia 8, 4-7), rimane un modello di preghiera matrimoniale.
Una preghiera per oggi
C'è chi la recita prima di un viaggio o di un'operazione, chi la dice per un malato caro, chi la include nella preparazione del proprio matrimonio. Non richiede alcuna formula complicata: basta invocarlo con fiducia e nominare la grazia concreta di cui si ha bisogno. Come Tobia, forse non vediamo il compagno che Dio pone al nostro fianco; ma la fede ci assicura che c'è, e che il suo nome continua a essere lo stesso: «Dio guarisce».
L'angelo che viaggia in incognito
Raffaele è l'unico arcangelo a essere protagonista di un intero racconto: il libro di Tobia. E lo fa in modo particolare: accompagna il giovane Tobia per tutto il viaggio facendosi passare per un parente di nome Azaria, e solo alla fine rivela chi è.
Tob 12, 15
Da qui i suoi due patronati, che non sono arbitrari. È patrono dei viaggiatori perché ha fatto l'intero cammino, e dei malati perché il suo nome significa «Dio guarisce» e nel racconto restituisce la vista al padre di Tobia.
Quando si prega
- Il 29 settembre, con Michele e Gabriele.
- Prima di un viaggio, che è il suo patronato più popolare.
- Nella malattia, propria o di una persona cara.
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Domande frequenti
Che cosa significa il nome Raffaele?
«Dio guarisce». Si addice al suo ruolo nel libro di Tobia, dove restituisce la vista al padre del protagonista.
Di cosa è patrono?
Dei viaggiatori e dei malati. Il primo perché accompagna Tobia per tutto il viaggio; il secondo a causa del suo nome e della guarigione narrata nel racconto.
In quale libro della Bibbia compare?
Nel libro di Tobia, dove è protagonista del racconto accompagnando il giovane Tobia sotto il nome di Azaria e rivelando la sua identità alla fine.
Quando è la sua festa?
Il 29 settembre, insieme a Michele e Gabriele.
Fonti
- Sacra Scrittura: Tobia 5–12 (specialmente 12, 15); Esodo 23, 20; Marco 10, 52.
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 328-336 (gli angeli).
- Calendario Romano: festa dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele (29 settembre).
Informazioni sull'autore
Questo articolo fa parte di «Oraciones y rezos cristianos», la serie di Productos Religiosos dedicata a riscoprire il tesoro della preghiera cattolica. Scriviamo mossi dalla fede e con rigoroso impegno, attingendo sempre alla Scrittura, al Catechismo e alla viva tradizione della Chiesa, affinché ogni preghiera torni a essere ciò che è sempre stata: un incontro con Dio.
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